Microbiota e infezioni: il ruolo del microbiota intestinale nello sviluppo della malattia infiammatoria cronica intestinale (IBD) - Microbiota Care
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Introduzione

La malattia infiammatoria intestinale (IBD), che comprende il morbo di Crohn e la rettocolite emorragica, è una malattia complessa e multifattoriale che deriva da un'interazione tra fattori genetici, ambientali e microbici. Negli ultimi anni, numerosi studi hanno evidenziato il ruolo cruciale del microbiota intestinale nello sviluppo e nella progressione delle IBD. Questo testo si propone di approfondire la conoscenza della composizione del microbiota intestinale, della sua influenza sulle IBD e dei fattori che possono influenzare questo delicato equilibrio.

Composizione del microbiota intestinale

Il microbiota intestinale è costituito da miliardi di microrganismi, come batteri, virus e funghi, che risiedono nel nostro tratto digestivo. Questa comunità microbica svolge un ruolo essenziale nella digestione degli alimenti, nella regolazione del sistema immunitario e nella protezione dagli agenti patogeni. Le principali categorie di batteri presenti nel microbiota umano sono :

  • Firmicutes: Rappresentano circa il 60-% e l'80-% dei batteri intestinali totali negli adulti sani.
  • Bacteroidetes : Costituiscono circa 20 % - 40 % dei batteri intestinali totali negli adulti sani.
  • Actinobacteria: rappresentano una percentuale relativamente piccola ma significativa dei batteri intestinali totali negli adulti sani.
  • Proteobatteri: sono presenti in piccole proporzioni anche nel microbiota intestinale degli adulti sani.
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Fattori ambientali che influenzano la composizione del microbiota

Diversi fattori possono influenzare la composizione e la diversità del microbiota intestinale, tra cui :

  • Cibo occidentale Una dieta ricca di grassi saturi, zuccheri aggiunti e cibi elaborati può alterare l'equilibrio del microbiota intestinale. Al contrario, una dieta ricca di fibre provenienti da frutta, verdura e cereali integrali favorisce un microbiota diversificato ed equilibrato.
  • Infezioni gastrointestinali acute Le infezioni virali o batteriche possono alterare temporaneamente la composizione del microbiota. Tuttavia, una volta risolta l'infezione, il normale equilibrio può essere ripristinato nel tempo.
  • Uso di antibiotici Gli antibiotici possono causare disbiosi, eliminando non solo gli agenti patogeni ma anche i batteri intestinali buoni. Questa disfunzione può avere conseguenze a lungo termine sulla salute intestinale e generale.
  • Ipotesi di igiene Una ridotta esposizione ai microbi fin dalla prima infanzia può compromettere lo sviluppo di un microbiota diversificato ed equilibrato. Il parto con taglio cesareo, l'allattamento al seno inadeguato e l'uso eccessivo di antibiotici durante l'infanzia sono tutti fattori che possono contribuire a questa situazione.
  • Stress e stile di vita Anche lo stress cronico, la mancanza di esercizio fisico e il sonno insufficiente o disturbato possono influenzare la composizione del microbiota intestinale.
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Disbiosi e insorgenza di IBD

La disbiosi intestinale, caratterizzata da uno squilibrio quantitativo o qualitativo del microbiota, può precedere lo sviluppo delle IBD. Sono stati identificati diversi meccanismi potenziali:

  • Infiammazione cronica La disbiosi può indurre una risposta infiammatoria inappropriata nell'intestino, contribuendo all'insorgenza delle IBD. Gli studi hanno dimostrato che le persone affette da IBD spesso presentano una diminuzione dei batteri antinfiammatori (come il Faecalibacterium prausnitzii) e un aumento dei batteri pro-infiammatori (come l'Escherichia coli).
  • Disfunzione della barriera intestinale Uno squilibrio del microbiota può alterare l'integrità della barriera intestinale, consentendo il passaggio di sostanze nocive. Questa maggiore permeabilità potrebbe consentire agli agenti patogeni e alle tossine di aumentare ulteriormente l'infiammazione intestinale.
  • Regolazione immunitaria compromessa Il microbiota è coinvolto nella maturazione e nel normale funzionamento del sistema immunitario intestinale. La disbiosi può alterare questa regolazione immunologica, favorendo risposte inappropriate agli antigeni alimentari o batterici e contribuendo allo sviluppo delle IBD.

Suscettibilità genetica all'IBD

Alcune persone hanno una predisposizione genetica alle IBD. Mutazioni in alcuni geni coinvolti nell'immunità innata o adattativa possono aumentare il rischio di sviluppare queste malattie in presenza di disbiosi intestinale. Più di 200 loci genetici sono stati associati a un aumento del rischio di IBD, tra cui :

  • NOD2: questo gene è fortemente associato alla malattia di Crohn e svolge un ruolo chiave nel riconoscimento dei batteri da parte del sistema immunitario.
  • IL23R: questo gene è coinvolto nella regolazione delle risposte infiammatorie ed è stato collegato sia alla malattia di Crohn che alla rettocolite emorragica.
  • ATG16L1: questo gene è coinvolto nel processo di autofagia cellulare, che aiuta le cellule ad eliminare gli agenti patogeni intracellulari. Le mutazioni di questo gene sono state associate principalmente alla malattia di Crohn.
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Potenziale ruolo di specifici microrganismi patogeni

Alcuni ceppi batterici, come l'Escherichia coli entero-invasiva (EIEC) o alcune specie come il Fusobacterium nucleatum, potrebbero svolgere un ruolo chiave nell'avvio o nell'esacerbazione delle IBD in alcuni individui geneticamente predisposti. Anche altri microrganismi, come virus e funghi, potrebbero contribuire alla patogenesi delle IBD.

Conclusione

In conclusione, il legame tra il microbiota intestinale e le malattie infiammatorie croniche intestinali è indiscutibile. Capire come i fattori ambientali modulano questa comunità microbica potrebbe portare all'identificazione di nuove strategie terapeutiche per prevenire o trattare efficacemente queste condizioni debilitanti. Approcci come la modifica della dieta, il trapianto di microbiota fecale o l'uso di probiotici e prebiotici mirati sono tutte strade promettenti che meritano di essere esplorate ulteriormente.

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