Microbiota e psichiatria: il ruolo del microbiota intestinale nei principali disturbi psichiatrici - Microbiota Care
Telefono

+337-751-7890

Email

[email protected]

Orari di apertura

Da lunedì a venerdì: dalle 7.00 alle 19.00

Introduzione

I disturbi dell'umore e psicotici rappresentano un notevole onere sanitario ed economico, che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. La ricerca sul microbiota intestinale ha recentemente evidenziato il suo ruolo potenziale in queste patologie, aprendo la strada a nuovi approcci terapeutici. L'obiettivo di questo testo è presentare i concetti chiave del microbiota intestinale, la sua influenza sul sistema nervoso centrale (SNC) e i potenziali trattamenti mirati al SNC per migliorare la gestione dei pazienti con disturbi psichiatrici maggiori.

Il microbiota intestinale: concetto e composizione

Il microbiota intestinale è costituito da miliardi di microrganismi, soprattutto batteri, che risiedono nel nostro tratto digestivo. Questi organismi svolgono un ruolo cruciale nella digestione degli alimenti, nell'immunità e persino nella regolazione del sistema nervoso centrale (SNC). Si stima che nel tratto gastrointestinale umano convivano più di 1.000 specie diverse [1]. Queste includono i Bacteroidetes e i Firmicutes, che costituiscono gran parte del microbiota adulto [6]. Sono presenti anche altri gruppi come gli Actinobacteria e i Verrucomicrobia, ma in proporzioni minori.

Statistiche genomiche

Il genoma del microbiota umano contiene circa 100 volte più geni del genoma umano stesso [1]. Questa diversità genetica consente al microbiota di influenzare una moltitudine di processi fisiologici nell'ospite. I batteri intestinali sono in grado di produrre metaboliti bioattivi come gli acidi grassi a catena corta (SCFA) e neurotrasmettitori come la serotonina e il GABA [7]. Queste molecole possono agire sulle cellule del sistema immunitario, endocrino e nervoso, modulando diverse funzioni biologiche.

Vedi anche:  Microbiota e acne: i molteplici fattori alla base di questa patologia cutanea

Influenza del microbiota sul SNC

Studi recenti hanno dimostrato che il microbiota intestinale può comunicare con il cervello attraverso l'asse intestino-cervello, modulando le funzioni cognitive ed emotive. Questa interazione bidirezionale potrebbe avere un ruolo chiave nei principali disturbi psichiatrici come la depressione e la schizofrenia. Diversi meccanismi sono coinvolti in questa comunicazione:

  1. Via neuroendocrina : I batteri intestinali possono influenzare la produzione di neuropeptidi o ormoni come il cortisolo in risposta allo stress [8].
  2. Via immunologica : Il microbiota svolge un ruolo nella regolazione dell'infiammazione interagendo con le cellule immunitarie locali e sistemiche [9]. Uno squilibrio nel microbiota può portare a un'infiammazione cronica che può influenzare la funzione del SNC.
  3. Via metabolica : I batteri intestinali producono metaboliti bioattivi come gli SCFA e il triptofano, precursore della serotonina [10]. Queste molecole possono attraversare la barriera emato-encefalica e agire direttamente sui neuroni.

Letteratura esistente sul tema

Una revisione sistematica delle banche dati scientifiche fino al 2016 ha rivelato un numero crescente di studi che esplorano il legame tra disbiosi intestinale e disturbi psichiatrici. Risultati promettenti suggeriscono che interventi mirati al microbiota potrebbero essere utili per questi pazienti. Ad esempio, uno studio condotto sui topi ha dimostrato che le alterazioni del microbiota intestinale possono portare a comportamenti simili a quelli osservati nell'ansia e nella depressione [11]. Inoltre, alcune ricerche hanno dimostrato una correlazione tra la composizione del microbiota e la risposta al trattamento nei pazienti con disturbi depressivi maggiori [12].

Vedi anche:  Microbiota e ipertensione: l'impatto del microbiota intestinale sulla resistenza ai farmaci antipertensivi

Potenziali trattamenti

  • Probiotici : I probiotici sono microrganismi benefici che possono contribuire a ripristinare l'equilibrio del microbiota intestinale. Alcuni studi hanno dimostrato che possono avere un impatto positivo sui sintomi depressivi [2]. Diversi ceppi batterici come il Lactobacillus helveticus R0052 e il Bifidobacterium longum R0175 hanno dimostrato effetti ansiolitici e antidepressivi negli animali e nell'uomo [13].
  • Dieta : Alcune modifiche della dieta, come l'aumento del consumo di alimenti ricchi di fibre prebiotiche (frutta, verdura, cereali integrali) o la riduzione del consumo di zuccheri e grassi saturi, possono favorire la crescita di batteri intestinali buoni. Uno studio ha dimostrato che una dieta mediterranea arricchita con alimenti fermentati ha migliorato i sintomi depressivi in pazienti con disturbi affettivi maggiori [14].
  • Antibiotici : Anche se controverso a causa dei suoi effetti nocivi sulla diversità del microbiota, un breve ciclo di terapia antibiotica potrebbe essere preso in considerazione per alcuni pazienti affetti da disturbi mentali [3]. Ad esempio, uno studio clinico ha dimostrato che il trattamento con minociclina, un antibiotico ad ampio spettro, può migliorare i sintomi negativi nei pazienti con schizofrenia [15].
  • Trapianto fecale : Questo approccio prevede il trasferimento di feci sane da un donatore a un ricevente per ripristinare l'equilibrio del microbiota. Sebbene sia ancora sperimentale, ha un grande potenziale terapeutico [4]. Uno studio pilota ha riportato un miglioramento dei sintomi depressivi e ansiosi in pazienti con disturbi dell'umore resistenti ai trattamenti convenzionali in seguito al trapianto fecale [16].
  • Carbone attivo :Alcune ricerche suggeriscono che il carbone attivo può contribuire a ridurre i livelli di endotossine prodotte da alcuni batteri intestinali patogeni [5]. Tuttavia, il suo uso rimane limitato nelle cliniche psichiatriche.
Vedi anche:  Microbiota e immunità: il ruolo cruciale del microbiota intestinale nel rafforzare il sistema immunitario

Prospettive future

Il crescente interesse per il ruolo del microbiota intestinale nei disturbi psichiatrici evidenzia la necessità di studi futuri rigorosi per valutare l'efficacia e la tollerabilità degli interventi basati su questo approccio. I progressi della metagenomica offrono anche interessanti opportunità per sviluppare una medicina personalizzata, adatta alle esigenze dei singoli pazienti. Ad esempio, sarebbe possibile stabilire un profilo metagenomico del microbiota intestinale per prevedere la risposta al trattamento o identificare biomarcatori specifici associati a un aumento del rischio di sviluppare un disturbo psichiatrico [17]. Inoltre, l'uso combinato di diverse strategie mirate al microbiota (probiotici, dieta, trapianto fecale) potrebbe ottimizzare gli effetti terapeutici.

Conclusione

L'uso potenziale, ma ancora esplorativo, di trattamenti mirati a modulare il microbiota intestinale apre nuove ed entusiasmanti prospettive per migliorare la gestione clinica dei pazienti con disturbi psichiatrici maggiori. Un approccio olistico che tenga conto non solo dei sintomi mentali ma anche della loro origine intestinale potrebbe rappresentare un importante progresso in questo campo complesso. Tuttavia, sono indispensabili ulteriori ricerche per stabilire solide raccomandazioni terapeutiche su misura per ogni paziente.

Articoli consigliati

it_ITItalian